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Characters:
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Language:
Italiano
Series:
Part 1 of Normality
Stats:
Published:
2026-01-15
Words:
1,399
Chapters:
1/1
Comments:
6
Kudos:
1
Bookmarks:
1
Hits:
39

I refuse the mark

Summary:

Un uomo riceve l offerta dall outsider di avere il suo marchio.

L outsider rimane sorpreso della risposta.

L uomo si rivolge a un sovrintendente e parla di ciò che è accaduto.

Notes:

È una storia che mi riguarda, personalmente. Sono un uomo di fede, e mi interessa pensare a cosa farebbe un uomo di fede di fronte all outsider, come si comporterebbe. Ho visto poche storie con persone che rifiutano il marchio, solo una mi pare.

Buona lettura .

Work Text:

1840 Mondo del vuoto . Matthew si svegliò stranito , come se qualcosa non andasse . Si alzò dal letto e si ritrovò in una stanza buia e fredda , dove il vento soffiava forte. Rendendosi conto, uscì da quella stanza senza porta e si imbatte' nel vuoto. Il vuoto. Roccie fluttuanti in un nero indefinito, strane scie baincastre come rimasugli di qualcosa. Non c era nessuno che potesse aiutarlo. Matthew aveva paura, non sapeva cosa fare , come fuggire da lì. Rimase a guardare per pochi secondi finché una figura non si materializzo' davanti a lui. Sapeva chi fosse, L Esterno . I suoi occhi, neri come la pece , lo guardarono con curiosità. " Matthew " iniziò l essere " ti ho osservato per molto tempo e ho notato che hai una vita normalissima , troppo normale. Non bevi molto, non hai mai ucciso nessuno, mai rubato, lavori onestamente , hai degli amici e una buona famiglia . Mi chiedo , un uomo come te , che frequenta l Abbazia ogni settimana e che non si lamenta di niente, cosa farebbe con il mio marchio ? Il potere derivatogli ti farà fare del bene o del male ? Vorrei vedere cosa potrebbe succedere . Vuoi il mio marchio , Matthew? Te lo offro , adesso e mai più , puoi rifiutare o accettare e io non obbiettero' ". Matthew rimase in silenzio per un secondo, come se fosse allettato dalla proposta, ma in realtà aveva già preso una decisione. " No, rifiuto il tuo marchio . Io sto bene così, non bisogno di poteri per vivere la mia vita , Esterno ". Il ragazzo dagli neri spalancò sorpreso gli occhi, ma oltre a questo non sembrava molto turbato. " Una sorpresa, ma così sia. Non ti ruberò altro tempo". E il povero Matthew fu ributtato nel suo letto, quello della sua camera a Dunwall. Il respiro era affannato e si prese del tempo prima di alzarsi. Non sembrava vero cosa fosse successo poco prima. Eppure sapeva come non potesse essere un sogno . Il giorno dopo sarebbe stata domenica e avrebbe parlato con un sovrintendente all' Abbazia locale . Non si riaddormento' , riposo' un po' la testa sulla poltrona in salotto , leggendo un libro e facendo passare il tempo. Non appena fu un orario accettabile , si vesti col suo abito per le feste e si incammino' spedito verso l'abbazia. Non ci mise molto ad arrivare. La prima funzione della giornata non era ancora iniziata, ma già due persone erano in fila al confessionale. Prima che potesse fare qualcosa, un sovrintendente che gli passo' accanto capi' cos volesse fare e lo avvicino' " Buongiorno, è venuto per confessarsi ? Giusto?" " Buongiorno sovrintendente, si , stavo per mettermi in fila". L altro indicò una porta poco lontana . "Andiamo nel mio ufficio, sono libero e posso dedicarle una mezz ora ". Matthew rise . " Spero di non metterci molto, per il suo bene ". Disse. Nascondendo il suo leggero disagio. Il sovrintendente in tutta risposta rise genuinamente alla battuta e lo accompagno' allo studio. Era piccolo, una scrivania e tre sedie , un quadro di Whitecliff e qualche scaffale alle pareti. Il sovrintendente si tolse la maschera e il passamontagna, rivelando un uomo sulla quarantina , massimo cinquantina di anni . Fece accomodare Matthew su una delle sedie e fece altrettanto. Recito' la preghiera per iniziare la confessione , e guardò Matthew esortandolo a incominciare. " Allora , è un po' complicato ma il punto è che stanotte ho avuto un evento spiacevole ". " Che tipo ? Ah che maleducato , il mio nome è Harper , Alex Harper , lei ?" " Il mio nome è Matthew bianchi ". "Non è un cognome di Dunwall o gristolano ". Matthew annuì "Si , sono originario di Karnaka da parte di mio padre ma sono nato e cresciuto a Dunwall ". Alex fece un cenno di comprensione e invitò a continuare. " Per farla breve , ho incontrato l Esterno ". Disse tutto d un fiato. Alex sussulto' " L Esterno ? ". Matthew annuì " Cosa ti ha detto ?". Matthew guardò a terra " mi ha offerto il suo marchio ma ho rifiutato " mostrò le mani ad Alex come per provare il suo punto. " Ti credo , me ne sarei accorto, fidati. Soli un sovrintendente corrottto farebbe finta di niente davanti a un marchiato. Ad ogni modo, devo chiedertelo :Perché hai rifiutato? ". " Perché era giusto così, non ho bisogno della magia per vivere, ho già tutto quello che mi serve. Non so se l ho fatto pure per bigottismo, senza offesa, o perché lo credevo veramente, ma mi aveva dato un unica possibilità e sono felice, sollevato di non dover più vivere una cosa del genere ". Alex lo guardò con compassione e gli afferro' la spalla. " Hai fatto bene , Matthew. Permettimi di darti del tu ". " Certo ". " Ho visto di cosa è capace un marchiato dell Esterno , il potere del vuoto è incontrollabile e difficilmente, anche con buone intenzioni se ne può uscire indenni. Non dirò niente di quello che è successo, neache all alto sovrintendente. Prova a continuare così, vivi pienamente , si, ma non cercare cose che non puoi avere. La normalità non è sinonimo di noia o inutilità, è nella normalità che facciamo grandi cose. Non è scontato che ritorni a casa la sera , dopo aver lavorato, se lavori ovviamente" Matthew annuì " bene, rifletti su questo, c è altro che vuoi dirmi?". " È tutto ? Non mi aspettavo che fosse così semplice " replico' Matthew. Alex sorrise " Non hai preso il marchio e non hai dubbi in merito. Si, hai detto che non sai perché l hai fatto, ma in realtà è perché non lo volevi, questo è, non ti sei perso gioia e felicità. Se l avessi preso, non staremmo facendo questa conversazione , non per spaventarti". "Ok , avrei altro da dire ". " Prego , sono qui per te ". Dopo altri 10 minuti, Matthew ricevette l assoluzione e partecipò alla funzione domenicale. La domenica al porto non si lavorava e questo gli permise di andare a trovare i suoi genitori e a mangiare con loro. Fu una domenica molto tranquilla. Rimase con i suoi fino al pomeriggio. Poi tornò a casa. Sembrava una giornata normale, il ricordo dell Esterno era molto meno pesante rispetto alla mattina. La sera andò al bar vicino al molo, dove incontrò i suoi amici. Nora , barista al bancone gli verso' un bel liquore al limone, importato da Serkonos . Gabriel, che sedeva vicino a lui , gli chiese come fosse andata la giornata. " Bene , una giornata normale, Gabriel, aspettiamo Nora prima di andare a casa? ". Gabriel mangiava un po di prosciutto vicino a del pane di mais. " Certo, tanto domani l avvocato non apre lo studio e io non lavoro ". "Sei stato fortunato a trovarti un posto come assistente ". Disse Nora. Mentre serviva altri clienti. " La fortuna non esiste , cara Nora ". Disse Gabriel . Lei sbuffo' " Come vuoi, sembri il sovrintendente della mia Abbazia natale . Amavo quell uomo , ma era così ridondante ". Gabriel rise . " Parli di me , dirlo a Matthew che potrebbe celebrare lui le funzioni al posto dei mascherati per quanto è praticante". " Non chiamarlo così in pubblico, Gabriel , non ti far picchiare ". Matthew guardò in giro preoccupato , la città aveva muri ed orecchie . " Qui nessuno dice niente, neanche se offendersi l alto sovrintendente in persona , forse per l imperatrice si , ma nessuno ama il nuovo capo della Abbazia ". Rispose Gabriel, fingendosi la cena. " Era ottimo , Nora. Complimenti e grazie ". Tiro' 2 monete d oro dalla tasca ma Nora rifiutò con la mano. "Offre la casa , tesoro". Matthew si appoggiò al bancone e lancio piccolo fischio. " Qualcuno usa parole forti qui ". "Zitto scemo " sbotto' Nora ma senza rancore, ridendo piano. Gabriel non fece attendere una risposta " La prossima volta ti porto a cena, mia cara ". " E io non accetterò". Questo non è difficile da accettare, pensò Matthew. Rimasero cosi tutta la serata, finendola con una bella camminata in giro. Matthew tornò alla sua routine. I giorni passarono.Continuo' a lavorare al porto e raccimolo' un bel gruzzoletto che gli permise di aprire una biblioteca tutta sua. Nora e Gabriel si sposarono poco dopo e Matthew fece da testimone, nella bellissima Abbazia del paese natale di Gabriel. Incontrò una donna ,Amelia , alla festa dopo il matrimonio e divenne sua moglie. Un bellissimo bambino nacque dalla loro unione. E poi un altro maschietto e una femminuccia. Molti anni dopo , nell estate del 1853 , un uomo sui 30 anni si avvicinò alla sua biblioteca e Matthew lo riconobbe subito. Lo porto' a pescare , con leggera sorpresa del ragazzo , come fosse un vecchio amico, giusto per dargli un assaggio di come la normalità sia bella , quando non hai il peso del mondo sulle spalle. Fine

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