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La giornata era appena cominciata, eppure nell'aria si presentiva già l'aria di festa. Il sole iniziava pian piano ad alzarsi e con esso, i cittadini della città del vento. C'era una brezza leggera, che, se qualcuno si fosse degnato di seguirla, avrebbe potuto rivelare molti segreti. Ma così com'era nessuno ci fecce caso, erano tutti troppo impegnati con gli ultimi preparativi per quella sera. Era una giornata molto importante per quella nazione.
Quello stesso giorno, secoli or sono, cadeva il regno di Decarabian e nasceva il loro dio, Barbatos, portatore di libertà, speranza, non che padrone del vento.
Insomma era una giornata festiva e tutti i cittadini aspettavano con ansia l'arrivo della sera per cantare, ballare e bere fino allo sfinimento, com'era tipico per quel popolo così festaiolo. Ma un occhio attento, o forse solo fortunato, avrebbe potuto notare che svariate persone, anche di un certo livello, mancavano all'appello. Come per esempio Jean, la gran maestra reggente che si era occupata lei stessa delle preparazioni e ora non si vedeva da nessuna parte. Mancava anche mastro Diluc, che aveva fornito tutte le più preggiate bevande e un cibo assai gustoso a un prezzo più che conveniente. E anche l'araldo Dahlia fini per affidare i propri incarichi alla deaconessa Barbara per poi sparire chissà dove. Queste persone, nonostante le ovvie differenze tra di loro, erano insieme. Stavano cercando una persona molto importante. Colui per il cui piacere tutto é stato organizzato. Essi cercavano il dio del vento. Uno sforzo inutile per quanto se Venti non voleva essere trovato, era impossibile farlo. I cittadini di Mondstad, a parte i tre sopra menzionati e un certo viaggiatore dai cappelli biondi, non erano al corrente con la vera identità di quel bardo vestito di verde. E se Venti poteva fare qualcosa a tal proposito nessun altro sarebbe venuto a sapere della sua natura divina. Il dio preferiva nascondere il suo potere. Non voleva che il suo popolo, i suoi bambini, conoscessero la sua vera identità. Voleva evitare la barriera che si formava tra sé e i cittadini ogni volta che venivano a sapere che "barbatos stesso cammina fra noi!!" Non voleva affrontare l'inevitabile distanza che si sarebbe messa tra loro. E per questo si nascondeva in bella vista. Partecipava alla vita di tutti i giorni. Solitamente partecipava anche alle feste, intrattenendo bambini e adulti che siano con le sue canzoni e storie. Ma oggi era diverso.
Questo stesso giorno, secoli or sono, il suo migliore amico colui che li ha fatto conoscere la libertà, la speranza, la musica, morì nella battaglia contro Decarabian. Il suo popolo era libero. Libero di festeggiare, divertirsi e cantare, il dio non si sarebbe mai permesso di impedire loro qualcosa, soprattutto un momento di gioia. Ma egli non aveva voglia di festeggiare. E per questo si nascondeva.
