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La prigione dorata

Summary:

Nuova fanfiction AU. Questa è la terza di una serie di storie "Dark Romance - Noir Hard Boiled" a sfondo "erotico-manipolatorio con dipendenze emotive" in cui ho deciso di cimentarmi come esperimento alternativo, lo specifico poichè a chi non piace il genere, è avvisato! AVVERTIMENTI: ADATTA AD UN PUBBLICO ADULTO E CONSAPEVOLE... contiene scene di sesso esplicito e manipolazione psicologica. INTRODUZIONE: Il matrimonio fra Saeko ed Hideyuki è quasi al termine. Lei lo tradisce con uno sconosciuto incontrato in un bar dove si reca per affogare i suoi dispiaceri nell'alcool, ma non sa che l'uomo che dice di chiamarsi Shinji, è in realtà Shin Kaibara, a capo della Union Teope. Lui lo sa benissimo chi è lei ma si finge qualcun'altro per manipolarla ed arrivare a Ryo ed Hideyuki. Ryo e Kaori sono una coppia anche nella vita privata - insieme ad Hideyuki formano l'agenzia di investigazione privata City Hunter - e cercheranno di salvarla dai suoi stessi demoni. Storia a CONTENUTI FORTI di dipendenza patologica (sottomissione sessuale) ed emotiva (simile alla Sindrome di Stoccolma) con una Saeko totalmente "OUT OF CHARACTER". *** Buona lettura a tutti!

Chapter 1: Il sapore del bourbon

Summary:

Un incontro casuale in un locale di Shinjuku distrugge trent'anni di certezze. Per la detective Saeko Nogami, l'affascinante e maturo Shinji diventa un'ossessione erotica totalizzante, un anestetico per fuggire dalla realtà. Ma dietro quell'uomo d'affari si nasconde Shin Kaibara, il Patriarca della Teope. Quella che Saeko crede essere una via di fuga si trasformerà lentamente in una trappola claustrofobica, dove i confini tra prigionia, sottomissione e piacere si azzerano definitivamente.

Chapter Text

 

- 1 - IL SAPORE DEL BOURBON (Martedi 28 Luglio, ore 23:50)

La leggera pioggia estiva su Tokyo sembrava non voler lavare via lo schifo di quella sera. 

L’ennesima violenta discussione con Hideyuki risuonava ancora nella testa di Saeko Nogami come un ronzio fastidioso. Le sue accuse sul lavoro di lei, il peso di un rapporto ormai logorato dal silenzio e dalle bugie. Saeko aveva sbattuto la porta di casa, decisa a non tornare per quella notte. 

Voleva solo spegnere il cervello.

Si rifugiò in un locale notturno in cui non era mai entrata, nel centdo di Shinjuku. Luci soffuse, odore di tabacco e jazz a basso volume.

- Un altro bourbon. Doppio. - Ordinò al barista, slacciandosi i primi bottoni della camicetta bagnata che le aderiva al petto.

- Lasci fare, offre la casa. - Disse una voce profonda, calda, proprio accanto a lei.

Saeko si voltò, lo sguardo tagliente da detective pronto a respingere il solito predatore notturno. Ma l'uomo seduto sullo sgabello a fianco non era un cliente qualunque. Aveva una cinquantina d'anni, una decina più di lei. Capelli brizzolati perfettamente curati, un abito sartoriale grigio chiaro che tradiva una ricchezza assoluta e occhi così densi ed enigmatici da bloccarla sul posto. 

Emanava un fascino magnetico, pericoloso e maturo.

- Non accetto drink dagli sconosciuti. - Rispose lei, stringendo il bicchiere, decisa a mantenere le distanze.

L'uomo accennò un sorriso, lo sguardo che scendeva lento sulla scollatura di Saeko, assaporando ogni centimetro di pelle scoperta con una calma irritante. 

- Allora rimediamo. Chiamami Shinji. - Disse lui, porgendole una mano calda e ferma. - E uno sconosciuto è solo qualcuno che non ti ha ancora mostrato chi è veramente. Stasera, signorina, mi sembra che lei stia scappando da qualcosa di molto pesante. -

Saeko inclinò la testa, studiandolo: 

- Cosa te lo fa pensare, Shinji? - 

- I tuoi occhi. C'è troppa rabbia per essere una semplice serata fuori. E il modo in cui stringi quel bicchiere, come se volessi strozzare qualcuno. - Rispose lui, sornione. Ordinò un altro scotch, muovendosi con un'eleganza che a Saeko parve quasi irreale per quel posto malfamato.

Iniziarono a chiacchierare. Shinji parlava poco di sé, ma faceva domande mirate, acute. Aveva un modo di esprimersi colto, cinico e distaccato che, per i primi venti minuti, tenne Saeko impegnata in un sottile scontro verbale. Shinji sapeva benissimo chi aveva davanti... la detective Nogami, la donna che dava la caccia al suo cartello criminale e si godeva ogni secondo di quella recita, studiando le sue debolezze da vicino.

Ma Saeko, quella sera, non era lì per fare conversazione. 

Più Shinji parlava con quella calma superiore, più i pensieri su Hideyuki e sui fallimenti della sua vita privata tornavano a farsi vivi. La testa le girava leggermente per l'alcol. 

Era stanca di parlare. Stanca di pensare. Voleva solo essere usata, voleva carne, voleva un anestetico immediato e violento.

Decise di tagliare corto. Guardò Shinji dritto negli occhi, interrompendolo a metà frase. Si sporse verso di lui, annullando le distanze. Il profumo costoso dell'uomo le riempì le narici, accendendole una vampa improvvisa nel basso ventre. Saeko fece scivolare una mano sulla coscia di lui, accarezzando il tessuto pregiato dei pantaloni fino ad avvicinarsi pericolosamente all'inguine:

- Parli troppo, Shinji. - Sussurrò lei con voce roca, sfiorandogli le labbra con il respiro caldo di bourbon. - Ed io stasera non ho nessuna voglia di fare conversazione. -

L'audacia di Saeko fece brillare gli occhi dell'uomo di una luce sinistra e compiaciuta. 

La detective pensava di aver preso in mano il gioco, di essere lei a condurre la danza della seduzione per dimenticare i suoi problemi. 

Non poteva sapere che era esattamente l'inizio della sua rovina.

Shinji le afferrò il polso con una presa d'acciaio, bloccandole la mano sulla sua coscia. Il suo sorriso si fece spietato:

- Allora andiamocene da qui. -